Share Trash

Miss Trans Italia Sud America International 2026 accende i motori e si prepara a vivere la sua nuova, attesissima edizione dal 19 al 24 maggio a Montegrotto Terme, nel cuore della provincia di Padova. Due le serate clou – il 23 e 24 maggio – trasmesse in diretta su Canale Italia 71, per uno show che promette ritmo, emozione e quella vibrazione elettrica che solo i grandi eventi sanno generare.

Alla conduzione, un trio che fonde esperienza televisiva e charme contemporaneo. Guida il pubblico Giovanni Ciacci, volto noto della TV italiana e icona di stile, capace di trasformare ogni evento in un racconto dinamico e colorato. Al suo fianco, pronte a portare energia, empatia e personalità, ci saranno Naomi Angel e Nicole Fontanelli, creando una squadra di conduzione vivace e brillante. L’edizione sarà diretta artisticamente da Caroline D’Lamark, mentre la direzione generale è affidata a Antonino Nigrelli e Margherita Mazzanti, che garantiscono organizzazione, visione strategica e continuità all’evento. In giuria, come ogni grande show, spiccano due volti amatissimi dal pubblico: Alessandro Cecchi Paone e Maria Teresa Ruta, che porteranno esperienza, competenza e quel tocco di familiarità che trasforma un concorso in un evento da vivere. A loro si aggiunge la Presidente di Giuria Safira Bengell, nota in Brasile come ambasciatrice del mondo Trans, che porterà esperienza internazionale e autorevolezza a una giuria già prestigiosa. Accanto a loro, presenze eterogenee e raffinate: la voce radiofonica di Moira Sorrisi, l’estro creativo della make-up artist Stefania D’Alessandro e persino un respiro internazionale che arriva da lontano, dalla Thailandia, con la rappresentanza della Kamol Hospital – simbolo di un dialogo globale sempre più aperto. Dietro le quinte, un’attenzione particolare alla moda e al costume: le stiliste Claudia Barcellos, Josie Marie e Brenda Pondèfirmeranno i costumi e gli abiti delle sfilate, conferendo eleganza, identità e originalità a ogni partecipante. 

Non è solo un concorso. È un racconto collettivo.

Il ritorno di una regina: la voce di Leticia Layser

A incarnare il passaggio di testimone tra passato e futuro è Leticia Layser, vincitrice dell’edizione 2024, che torna con uno sguardo più consapevole, ma con la stessa luce negli occhi.

«La vittoria? È stata una vertigine bellissima», racconta. «Non tanto per la corona, ma per quello che rappresentava. Era come se, per la prima volta, qualcuno mi dicesse: “ti vediamo davvero”. E quando succede, cambia tutto.»

Poi si ferma un attimo, come a scegliere le parole con cura.

«Non è stato un punto d’arrivo. È stato un inizio. Ho capito che ogni storia, anche la più fragile, può diventare forza quando smette di nascondersi. Il messaggio che porto oggi è semplice: non aspettate il permesso di esistere.»

Il suo è un racconto intimo, quasi sussurrato, che si allontana dalla retorica per diventare esperienza viva.

Naomi Angel: “Qui si celebra l’autenticità, non la perfezione”

Energia, presenza scenica e uno sguardo contemporaneo: Naomi Angel si prepara a salire sul palco con entusiasmo e una visione chiara.

«Questo evento ha qualcosa di diverso», spiega. «Non chiede di essere perfetti, chiede di essere veri. E oggi, essere autentici è quasi un atto rivoluzionario.»

Per lei, la conduzione è molto più di un ruolo.

«Voglio che chi guarda da casa si senta rappresentato, anche solo per un momento. Che riconosca un frammento di sé in quelle storie. Perché la visibilità non è solo apparire: è sentirsi legittimati a esistere.»

Il suo tono è diretto, contemporaneo, con quella sfumatura coolche parla alle nuove generazioni senza filtri.

Nicole Fontanelli: “La bellezza è una narrazione in movimento”

Accanto a lei, Nicole Fontanelli porta un approccio più narrativo, quasi cinematografico.

«Mi affascina l’idea che la bellezza non sia mai statica», racconta. «È qualcosa che evolve, che si costruisce, che cambia forma. Proprio come le identità.»

E aggiunge:

«In questo contesto, ogni partecipante diventa autrice della propria storia. E noi, sul palco, abbiamo il privilegio di accompagnare quel racconto, senza sovrastarlo.»

Una visione elegante, che trasforma la conduzione in un gesto di ascolto prima ancora che di spettacolo.

Caroline D’Lamark: “Questo palco è uno spazio di libertà”

A tenere insieme i fili di questa narrazione è Caroline D’Lamark, mente creativa dell’evento.

«Ogni anno cerchiamo di alzare l’asticella, non solo in termini estetici, ma soprattutto umani», spiega. «Questo palco deve essere uno spazio sicuro, dove potersi raccontare senza paura.»

Per lei, la parola chiave è evoluzione.

«Il mondo cambia, e con esso cambiano i linguaggi. Il nostro compito è restare in ascolto, intercettare queste trasformazioni e tradurle in uno spettacolo che abbia senso oggi.»

Il suo è uno sguardo lucido, quasi curatoriale, che tiene insieme glamour e contenuto.

Uno spettacolo che resta

E allora sì, ci saranno le luci, gli abiti, la musica, i momenti da applauso. Ma sarebbe riduttivo fermarsi lì.

Perché Miss Trans Italia Sud America International è, prima di tutto, un luogo di passaggio: tra ciò che si è stati e ciò che si sceglie di diventare. Un confine sottile dove la scena incontra la vita reale.

Le date sono fissate. Il palco è pronto. Le storie anche.

E quando il sipario si aprirà, sarà difficile – se non impossibile – restare spettatori distratti.

Perché qui, più che altrove, lo spettacolo non è solo da guardare. È da sentire.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here