
Mediaset ha diramato oggi, 27 gennaio 2026, un duro comunicato stampa in risposta alle accuse mosse da Fabrizio Corona nel suo format “Falsissimo”, ribadendo che la libertà di espressione non giustifica diffamazione o gogna mediatica.
Il Testo del Comunicato
“Si tratta della reiterazione di falsità gravissime, insinuazioni e accuse prive di qualunque fondamento, menzogne che ledono la reputazione di una società quotata in Borsa e, ancora peggio, di tante persone, coinvolgendo in modo vergognoso anche le loro famiglie. Siamo di fronte a un metodo che normalizza l’odio e la violenza verbale, alimentando un clima di disprezzo non solo per la verità, ma anche per la dignità umana. Questo non è informare. Questo non è denunciare. Questo è monetizzare e lucrare attraverso l’insulto. Mediaset respinge con fermezza menzogne, falsità e insinuazioni prive di qualsiasi fondamento e ribadisce il proprio impegno a tutelare le persone, gli artisti, i professionisti coinvolti e tutta l’azienda in ogni sede competente, contrastando ogni abuso dei mezzi di comunicazione e ogni forma di campagna d’odio mascherata da libertà di parola.”
Contesto della Nota
Il comunicato arriva dopo l’ordinanza del Tribunale di Milano del 26 gennaio (giudice Roberto Pertile), che ha bloccato i contenuti su Alfonso Signorini in “Falsissimo”, e la puntata successiva di Corona che ha spostato le accuse su Mediaset intera, parlando di un “sistema” opaco nel GF VIP.
Mediaset non cita Corona direttamente ma allude chiaramente alle sue “illazioni prive di prove”, annunciando tutele giudiziarie in ogni sede.
Reazioni Immediata
Corona ha replicato su social paragonando il suo operato a presunte pratiche di Mediaset: “Faccio quello che fate voi da anni, ne ho il diritto. Svelo le vostre menzogne dette per guadagnare e manipolare”.
L’azienda ribadisce il rifiuto di “campagne d’odio” e difende la dignità di dipendenti e vertici, inclusi Pier Silvio e Marina Berlusconi.
Implicazioni per il Gossip TV
La nota rafforza la linea dura contro “fake news” e “lucro sull’insulto”, in un contesto di indagini penali su Signorini (violenza sessuale) e tensioni tra ex paparazzo e broadcaster; si preannunciano ulteriori ricorsi legali.





