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I messaggi “mi manchi” secondo la difesa di Signorini

L’avvocato di Alfonso Signorini, Domenico Aiello, ha dichiarato che nelle chat tra il suo assistito e Antonio Medugno ci sarebbero stati messaggi in cui l’ex gieffino, nei periodi in cui non veniva contattato, si sarebbe fatto avanti scrivendo “mi manchi”. Secondo questa ricostruzione, Medugno si sarebbe “proposto in ogni forma pur di ottenere successo”, seguendo anche le indicazioni del suo ex manager su come sfruttare al massimo le opportunità legate al conduttore del Grande Fratello.

La versione di Medugno e il nodo del consenso

Dal fronte opposto, gli avvocati di Medugno sottolineano che, anche ammesso l’invio di messaggi affettivi o ambigui, questo non cambierebbe la natura delle accuse di violenza sessuale e di avances non desiderate. Il modello, che ha presentato querela alla Procura di Milano, racconta di essersi sentito “senza il coraggio di parlarne con nessuno” per vergogna e di aver subito, in un incontro a casa di Signorini, contatti fisici non richiesti, per poi dormire in un’altra stanza.

La battaglia legale e l’impatto mediatico

Sul piano giudiziario, l’iscrizione di Signorini nel registro degli indagati per violenza sessuale ed estorsione è stata definita un “atto dovuto” dopo la denuncia di Medugno, mentre il conduttore ha reagito con una controffensiva legale e mediatica, parlando – tramite i suoi legali – di accuse “balorde” e di un presunto tentativo di sfruttare il clamore per trarne beneficio. Nel frattempo, il dettaglio dei “mi manchi” nelle chat è diventato un elemento cruciale nel dibattito pubblico: per la difesa di Signorini sarebbe la prova di un rapporto cercato e coltivato dal modello, per la difesa di Medugno è un tassello irrilevante rispetto al tema centrale del consenso. Sarà ora la magistratura a valutare contenuto, contesto e peso di quei messaggi nella ricostruzione complessiva dei fatti.

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